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Casella di testo:             Tutti i trofei vinti dalla Juventus


LA STORIA:

 Il 1 Novembre 1897 nasce a Torino, in Corso Umberto, lo "SPORT CLUB JUVENTUS". Nasce grazie all'idea di alcuni studenti del liceo D'Azeglio, tra i quali Eugenio ed Enrico Canfari che, soliti ritrovarsi su una panchina (oggi gelosamente custodita nella sede della società) per parlare di sport, sulle orme di quanto stava già accadendo in Gran Bretagna ed in gran parte d'Europa, decisero di fondare quella che ben presto sarebbe divenuta "La fidanzata d'Italia". Quando si trattò di decidere il nome le idee furono le più svariate, tra cui quella di chiamare la nuova squadra "Augusta Taurinorum", ma poi, a seguito di votazione fu scelto un nome più semplice ed evocativo nel suo fascino classico: "JUVENTUS". La prima maglia era rosa, con cravatta o papillon. Nel 1903 divenne bianconera, i colori oggi amati da tredici milioni di tifosi in Italia. Ma quei colori nascondono una storia curiosa. Un certo Mister Savage, commerciante all'ingrosso di prodotti tessili a Torino nel 1903, giocatore di Calcio, ma soprattutto arbitro designato in partite ufficiali, viste le magliette color rosa ed i pantaloni neri dei giocatori della Juventus, propose loro di rinnovare quell'uniforme, comprando in Inghilterra una nuova e più completa dotazione. Ricevuto l'incarico, Mister Savage si mise subito in contatto con una fabbrica tessile di Nottingham ed inviò l'ordine d'acquisto accompagnato dalla più matrattata delle vecchie uniformi rosa e nere. L'impiegato di Nottingham, vista la scolorita maglietta rosa, credette che fosse, invece, bianca e macchiata. Quindi, data la coincidenza tra i colori della Juventus e quelli bianconeri della squadra locale, il Notts County, pensò bene di spedire in Italia una dotazione di uniformi proprio del Notts County. A Torino, quando fu aperto il grosso pacco postale, ci furono esclamazioni di delusione e molte critiche. Le maglie a strisce bianconere non piacquero. Ma non c'era alternativa, pertanto furono adottate. Il primo presidente della storia bianconera fu Enrico Canfari, che morirà al fronte durante la prima guerra mondiale. Nel 1900 la Juve si iscrive al primo campionato, ma viene subito eliminata, dovendo affrontare avversari molto più preparati di lei. Ma già dopo soli 5 anni arriva il primo scudetto, in seguito a un palpitante finale a tre contro Milanese e Genoa. Il presidente era Alfredo Dick, che però, dopo alcune accese discussioni di spogliatoio, decise di andarsene e quasi per ripicca fondò il Torino. In quegli anni e fino allo scoppio della prima guerra mondiale, la Juve dovette però accontentarsi di un posto di secondo piano rispetto alle altre potenze calcistiche, in particolar modo Casale e Pro Vercelli. Con la fine della grande guerra, la Juve compì grandi passi in avanti fornendo anche alcuni giocatori alla Nazionale maggiore. Il 24 Luglio 1923, la famiglia Agnelli entrò a far parte della Juve con Edoardo, padre di Giovanni ed Umberto, e figlio del fondatore della FIAT, eletto nuovo presidente in sostituzione di Corrado Corradini, autore dell'inno sociale che la Juve conserverà fino agli anni sessanta. In quella Juve esordisce in prima squadra il grande Giampiero Combi, portiere del quinquennio. Poi, con l'arrivo di giocatori come Munerati, Rosetta, Bigatto, i bianconeri vincono il loro secondo scudetto nel 1926. In quegli anni la società bianconera comincia a dimostrare di essere una nuova potenza calcistica e, con allenatore Carlo Carcano e i nuovi arrivi Caligaris, Ferrari, Borel II (ribattezzato dai tifosi Farfallino), Monti, Orsi, Varglien I, Varglien II, entra nella Storia del calcio italiano vincendo cinque scudetti consecutivi (1931-1935), record in seguito eguagliato solo dal grande Torino. Ben sette giocatori di quella meravigliosa squadra fanno parte della nazionale di Pozzo, Campione del mondo nel 1934.

La Storia (1935-1985)
  
Quattro anni più tardi, in concomitanza con il secondo titolo mondiale degli azzurri, la Juve conquista anche la sua prima Coppa Italia. In campo internazionale i risultati non sono entusiasmanti, la Juve approda alla Coppa Europa ma, per ben 4 anni si ferma alle semifinali. Durante il quinquennio e precisamente nel 1933 la Juve fa il suo ingresso allo Stadio Comunale, nel quale verranno scritte pagine indimenticabili della storia bianconera. C'è sempre un po' di commozione in tutti i tifosi, nel ricordare il mitico Comunale, lo stadio che ha conosciuto le imprese di Boniperti, Sivori, Charles prima, e di Platini, Bettega, Rossi, poi. Al comunale il pubblico ha potuto veramente essere il dodicesimo uomo in campo. Il 14 Luglio 1935, in un incidente aereo davanti al porto di Genova, perde la vita il presidente bianconero Edoardo Agnelli. Bisognerà aspettare ben 12 anni prima di rivedere un Agnelli alla guida della Juve. Nel 1947 diventa infatti presidente Giovanni Agnelli, che sostituisce Piero Dusio, e che resterà alla guida della squadra fino al 1953. Inizia un periodo povero di vittorie: soltanto 15 anni dopo la Juve vincerà uno scudetto (1949/50), grazie anche al supporto di nuovi campioni, come Carlo Parola, Praest, Hansen ed in particolar modo Giampiero Boniperi (459 presenze nella juve e 179 goals). Nel frattempo (1953) arriva la terza Coppa Italia. Nel 1956, su consiglio di Giovanni Agnelli, che lo affiancherà, diviene presidente Umberto Agnelli. Con lui si apre un nuovo trionfale ciclo di vittorie, grazie anche a nuovi campioni come Charles e Sivori (primo juventino a conquistare il pallone d'oro, nel 1961). La Juve conquista gli scudetti del 1958 (il decimo, che le dà diritto a fregiarsi della stella) 1960 e 1961. Nel 1960 Umberto Agnelli lascia la presidenza. Nel 1966-67, con Vittore Catella presidente ed Heriberto Herrera allenatore, la Juve conquista il suo tredicesimo scudetto sorpassando all'ultima giornata l'Inter, sconfitta a Mantova. La società juventina si appresta così a trascorrere uno dei periodi più gloriosi della sua storia. Dopo le gesta regalate a tutti i fans durante il suo periodo di attività', Il 13 Luglio 1971, Il grande Giampiero Boniperti, che diventerà famoso anche per la sua abitudine di abbandonare lo stadio dopo i primi 45 minuti, diventa presidente. Chiama ad allenare la squadra, prima Vycpalek, poi Parola ed infine il grande Giovanni Trapattoni, quasi al debutto come allenatore. La Juve in quegli anni si avvale di grandi campioni, tra i quali Zoff, Bettega, Causio Gentile , Capello Anastasi, Altafini, Cuccureddo, Benetti, Bonisegna, Furino, che ebbe l'onore di vincere ben otto scudetti, e poi Le Roi Michel Platini, pallone d'oro per tre anni consecutivi, 1983-1984-1985 ( record mai eguagliato) , Tardelli, Cabrini, Brady, Boniek, Paolo Rossi, pallone d'oro nel 1982, ed il grande ed indimenticabile Gaetano Scirea, capitano di quella Juve , esempio per tutti, e campione di lealtà in campo e fuori, morto tragicamente in un incidente d'auto a Varsavia il 3 Settembre 1989, mentre, come vice di Zoff, andava ad osservare gli avversari di coppa. Aveva 36 anni. Tutti Campioni indimenticabili che hanno contribuito ad arricchire la già assortita bacheca juventina vincendo ben 9 scudetti in quindici anni (1971/72 - 1972/73 - 1974/75 - 1976/77 - 1977/78 - 1980/81 - 1981/82 - 1983/84 - 1985/86), conquistando la seconda stella, e ponendosi alla ribalta europea e mondiale vincendo tutte le coppe internazionali (Coppa UEFA nel 1977 dopo la doppia finale contro l'Athletic Bilbao, Coppa delle Coppe il 16 Maggio 1984 a Basilea, sconfiggendo il Porto per 2-1, Supercoppa Europea il 16 Gennaio 1985 a Torino contro il Liverpool , superato 2-0, Coppa dei Campioni il 29 Maggio 1985, battendo ancora il Liverpool per 1-0 nella tragica notte dell'Heysel, e Coppa Intercontinentale conquistata a Tokyo l'8 Dicembre 1985 contro l'Argentinos Juniors, (6-4 il risultato dopo i tempi supplementari e i rigori). E' la Juve dei grandi record, la Juve dei 51 punti in campionato (1976-77), la Juve che gioca, diverte e vince in Italia e in Europa. Nella notte di Madrid, l'11 Luglio 1982 la Nazionale allenata da Bearzot, diventa Campione del Mondo in Spagna e ben 6 bianconeri danno il loro contributo a quel meraviglioso successo (Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Tardelli, Rossi).


La Storia (1986-1996)

Il 17 Maggio 1987 Michel Platini si ritira dal calcio giocato lasciando un vuoto in tutti i tifosi bianconeri. Nel 1990, anno dell'inaugurazione dello stadio "Delle Alpi", la Juve conquista la Coppa Italia e la Coppa Uefa, disputando una emozionante doppia finale tutta italiana contro la Fiorentina. Era la Juve di Vittorio Chiusano presidente, succeduto a Boniperti, dimessosi il 5 Febbraio 1990, e Dino Zoff allenatore, il quale, nonostante meritasse la conferma per i due trofei conquistati, dovette lasciare il posto a Gigi Maifredi, grande tifoso juventino che, nonostante l'arrivo di nuovi campioni del calibro di Roberto Baggio, Pallone d'oro 1993, non riuscì a conquistare alcun trofeo, piazzandosi al settimo posto in campionato con l'esclusione dalle competizioni europee. Gli Agnelli prendono quindi immediati provvedimenti, richiamando Boniperti e Trapattoni ma purtroppo i risultati non sono entusiasmanti e la Juve rimarrà a digiuno di scudetti per 9 anni. Nell'estate del 1994 si volta pagina, con l'arrivo ai vertici della nomenclatura bianconera del trio Bettega-Giraudo-Moggi e di Marcello Lippi allenatore. Grazie alla classe di campioni come Vialli, diventato il nuovo idolo della tifoseria, Del Piero, Ravanelli, Peruzzi, Deschamps, Conte, Ferrara, Sousa inizia un nuovo ciclo, coronato dalla vittoria del ventitreesimo scudetto e della nona Coppa Italia nel 1995 sconfiggendo il Parma nella doppia finale; della Champions League vinta il 22 Maggio 1996 nella grande finale contro l'Ajax (goal di Ravanelli e poi vittoria ai rigori), della Coppa Intercontinentale vinta a Tokyo il 26 Novembre 1996 (decisivo Del Piero) e della Supercoppa Europea del 1997 contro il P. S. Germain, (6-1 al Parco dei Principi e 3-1 a Palermo). Tutte queste vittorie verranno dedicate ad un campione scomparso: Andrea Fortunato, morto di leucemia il 25 Aprile 1995. Dopo aver dominato in Italia e nel mondo, per la stagione 1996/97 la Juve, a sorpresa, cambia ancora. Per la dirigenza nessuno è incedibile o indispensabile. Ma la Juve cambia molto e vince molto. Se ne vanno Vialli, Ravanelli, Paulo Sousa ed approdano alla Juve nuovi giovani come Vieri, Amoruso e campioni già affermati quali Montero, Zidane, Boksic. L'annata è strepitosa, la Juve domina in campionato ed in Coppa dove, reduce dal 6-1 inflitto al Milan sul suo campo, sconfigge ed umilia l'Ajax in semifinale per 2-1 all'Amsterdam Arena, e ribadisce la sua superiorità con un perentorio 4-1 nel ritorno a Torino. Pochi giorni dopo il pari di Bergamo che garantisce ai bianconeri il ventiquattresimo scudetto al termine di un palpitante testa a testa con il Parma, nella finale di Champions League a Monaco la sfortuna, i pali, qualche decisione arbitrale discutibile ed una non ottimale condizione atletica, negano al popolo bianconero un'altra gioia immensa : il Borussia esce vittorioso nonostante una prodezza di Alex Del Piero.
  
ALESSANDRO DEL PIERO, 
IL MIGLIOR MARCATORE DI SEMPRE DELLA JUVENTUS
Più di 200 goal in maglia bianconera, più di 500 partite con la Juve!

La Storia (1997-2007)

E' il 25 Maggio 1997, la Juve è per la seconda volta consecutiva in finale. 
Di fronte il Borussia del ex Moeller, Sousa, Kohler, Cesar, Reuter, nella finale unica di Monaco di Baviera.
Sfortuna, pali qualche decisione arbitrale discutibile ed una non ottimale condizione atletica, negano al popolo bianconero un'altra gioia immensa ; il Borussia esce vittorioso nonostante una prodezza di Alex Del Piero.
Ma alla Juve non c'è tempo per i rimpianti. Già dopo soli tre giorni si decide il campionato. Dopo un finale palpitante con il Parma, la Juve gioca la partita scudetto a Bergamo, contro l'Atalanta. E' il 23 Maggio 1997, goal di Inzaghi e pareggio di Iuliano. Il 24° scudetto è conquistato.
La Juve affronta la nuova stagione dopo essere stata molto attiva sul mercato con l'acquisto di nuovi giocatori quali Inzaghi (capocannoniere del Campionato 1996/97) e Pecchia e la cessione record di Vieri all'Atletico Madrid per 34 miliardi.
E dopo una delle stagioni più dure degli ultimi anni la Juve si è aggiudicata il 25° titolo della sua gloriosa storia. 25 scudetti in cento anni...un record. Il 25 maggio 1998 la Champions League ci regala la solita delusione. Sembra quasi una coppa stregata e da Amsterdam esce vittorioso il Real Madrid.

Nella stagione 1998/1999 alla terza giornata Del Piero nella partita in una partita con l'Udinese viene colpito da un grave infortunio che lo costringerà a restare gran parte della stagione fuori dai campi di calcio. Una Juventus privata della sua stella arriva sesta in campionato e viene eliminata, dal Manchester United, in semifinale di Champions League con un'incredibile sconfitta per dal 2-0 al 2-3. 
E' l'inizio di un un "piccolo" digiuno dai trofei.
La stagione '99/00 è la stagione dei grandi adii: Filippo Inzaghi, che aveva fatto coppia fissa con Del Piero per alcuni anni, va al Milan. Marcello Lippi diventa allenatore dell'Inter, al suo posto un giovane allenatore, Carlo Ancelotti, che perderà con la Juve lo scudetto all'ultima giornata a causa di una sconfitta ad opera del Perugia di Carlo Mazzone: la Lazio è campione d'Italia.
Viene acquistato nel frattempo un certo David Trezeguet, giustiziere dell'Italia, in finale, agli Europei del 2000. 
La stagione successiva (2000/2001) la Juve non riesce a sostenere il ritmo della Roma in campionato e si piazza seconda come l'anno prima. E' l'anno dell'addio del fantasista francese Zinedine Zidane che viene venduto per una "stratosferica" cifra al Real Madrid.

Nel 2001/2002 è l'anno della svolta: esonerato Ancelotti, con il ritorno di Lippi la Juve vince il suo 26° scudetto all'ultima giornata ai danni dell'Inter di Cuper, che perde all'Olimpico contro la Lazio per 4-2. L'anno dopo è bis (2002-2003), la Juve domina il campionato senza che nessuno la ostacoli. Ma una delusione arriva: il Milan batte la Juve, all'Old Trafford di Manchester, ai rigori in finale di Champions League.
La stagione 2003/2004 inizia molto bene: subito Supercoppa italiana ai danni del Milan. Ma la Signora dopo aver tenuto la testa della classifica per la prima parte della stagione capitombola e finisce la stagione al terzo posto. Arriva anche in finale di Coppa Italia ma viene sconfitta dalla Lazio di Mancini. A Lippi scade il contratto di allenatore che non viene rinnovato.
Nell'estate 2004 il grande Fabio Capello firma per due anni come allenatore della Juve. Il mercato bianconero fa arrivare Emerson, Blasi, Zebina e una nuova punta Zlatan Ibrahimovic.
La stagione 2004/2005 nella quale la Juve colleziona record su record finisce con la vittoria dello scudetto. Tutto questo grazie ai gol di Ibrahimovic e all'abile guida del tecnico Capello. In Champions League i sogni di gloria vengono infranti dal tenace Liverpool che eliminerà i bianconeri ai Quarti di Finale, prima di vincere la Coppa dei Campioni in finale contro il Milan

La stagione seguente ('05-'06) inizia con un gran colpo di mercato ad opera della Triade: Patrick Vieira passa dall'Arsenal alla Juve per una cifra pari a 20 milioni di euro. Sul neutro di Bari la Juve ancora una volta conquista lo scudetto senza che nessuno possa fermarla dopo una lunga cavalcata. 
Nell'estate del 2006 dopo la vittoria dello scudetto e il Mondiale di Germania (l'Italia batterà la Francia 5-4 ai rigori con addirittura 11 juventini in campo!) la Juve subisce la più grande umiliazione della sua storia: viene retrocessa in Serie B, quindi revocati gli ultimi due scudetti, a causa dello scandalo "Moggiopoli". La cosiddetta "cupola" vedeva protagonista il d.g. della Juventus Luciano Moggi che fu accusato di truccare le partite di Serie A attraverso gli arbitri.
Dopo le sentenze di Moggiopoli gran parte dei titolari della Juventus non accettando questa nuova Realtà vengono ceduti: Zambrotta e Thuram al Barcellona; Cannavaro, Emerson e il tecnico Capello approdano al Real Madrid; agli acerrimi rivali dell'Inter Vieira e Zlatan Ibrahimovic (il quale affermerà dopo l'acquisto "è la squadra che tifavo da sempre" anche se in precedenza quando arrivò a Torino affermò la stessa identica cosa). 
Solo Del Piero, Buffon, Nedved, Trezeguet e Camoranesi, facenti parte della rosa titolare decidono di propria volontà od obbligati a restare in Serie B.

Dopo un anno di purgatorio in B la Juventus del neoallenatore Didier Deschamps viene promossa in serie A  senza nessun problema forte dei "suoi Campioni del Mondo" e di innesti importanti quali Palladino e Cristiano Zanetti. I bianconeri vengono trascinati dalle 20 reti del capitano Alex Del Piero che si laurererà capocannoniere della serie B.
19-5-2007: LA JUVE TORNA IN A!!!
E' finita...La Juve è in A!!! Dopo un anno di passione "la Signora" torna nella serie  che tante volte l'ha vista primeggiare. Al di là degli scandali, disgustosi, per i quali la Juve ha giustamente pagato, credo che il valore sportivo della Juventus sia stato altissimo anche negli anni scorsi (certo rimane tutto l'illecito della vecchia gestione). Straordinario Del Piero che oggi arriva a quota 20 goal ed è capocannoniere di B, straordinari Nedved, Buffon, Camoranesi, la Juve è anche questo, la Juve è soprattutto questo. 
La Juve dei campioni del mondo...che oggi ritrova la Serie A!!! 
Nell'estate 2007 visti alcuni problemi poco noti con la dirigenza Deschamps rescinde il contratto con la squadra torinese. Al suo posto gli subentra l'allenatore romano Claudio Ranieri, forte della salvezza raggiunta con il Parma l'anno prima. Ranieri opera un radicale cambiamento all'interno della squadra bianconera cedendo Paro, Zalayeta, Kovac, Balzaretti, Giannichedda e Boumsong. Al loro posto arrivano nuovi giocatori, che si riveleranno in futuro acquisti fallimentari: Tiago e Almiron per il centrocampo, Criscito (richiamato dal prestito al Genoa) e l'attaccante dell'Udinese Vincenzo Iaquinta.
La stagione bianconera inizia in maniera positiva tanto che dopo poche giornate la squadra di Ranieri si trova prima in classifica con alle sue spalle l'Inter. Ma gli animi dei tifosi bianconeri vengono subito raffreddati da alcune partite in chiaro-scuro della Juve che scende in terza posizione in classifica generale. La truppa di Ranieri batte in questo campionato tutte le grandi squadre, trascinate da quelli che si riveleranno capocannoniere e vicecapocannoniere del campionato quali Alex Del Piero e David Trezeguet, fallendo però molte facili vittorie contro "le piccole" che gli costeranno la lotta per il titolo. Durante il mercato invernale la dirigenza bianconera acquista dal Liverpool "Momo" Sissoko, il centrocampista della nazionale del Mali, che si rivelerà fondamentale nella seconda parte della stagione. I bianconeri finiranno al termine della stagione 2007/2008 al terzo posto con la miglior difesa del campionato, grazie ad un redivivo Nicola Legrottaglie, qualificandosi per i preliminari di Champions League.

Finita la stagione Claudio Ranieri assieme al d.s. Secco opera un gran colpo di mercato acquistando l'attaccante brasiliano Amauri dal Palermo. L'allenatore bianconero richiama dal prestito, per far parte della squadra titolare, gli under 21 Marchisio e Giovinco. Dal Siviglia arriva un centrocampista tutto muscoli: il danese Cristian Poulsen, famoso per lo sputo ricevuto da Totti agli europei 2004 (che costò caro al patetico giocatore romano ricevendo una squalifica di tre giornate).

E la storia continua…